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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca

Il Museo Civico F.L. Belgiorno (Palazzo della Cultura già convento dei Benedettini) ospita una serie di importanti reperti archeologici oltre al famoso "Ercole di Cafeo", bronzetto ritrovato sul fondo della sorgente detta di Cafeo, lungo il fiume Irminio. Il bronzetto, alto appena 22 cm, raffigurante Eracle rappresenta un esempio mirabile del periodo ellenistico di provenienza siciliana.
Fu scoperta in modo puramente casualmente il 2 marzo 1967, lungo il fiume Irmino, in contrada Cafeo, durante i lavori per la realizzazione di una pompa di sollevamento idrico, giaceva sotto almeno 8 metri di detriti alluvionali insieme a due monete in pessimo stato di conservazione e ad una lucerna di età tardo romana.
Lunghe e attente operazioni di restauro hanno assicurato la conservazione arrestando gli effetti della carbonatazione e dei cloruri di rame, ed hanno permesso una lettura più attenta della statuetta. Essa è realizzata a fusione piena. Due puntelli sotto i piedi indicano che era in antico inserita in un basamento ora perduto.
È possibile riscontrare delle tracce di restauro antico soprattutto lungo il fianco destro della statuetta: il braccio destro, in particolare, è stato arretrato ed inclinato diversamente; tale intervento di restauro, dovuto ad una deformazione avvenuta in antico, è specialmente evidente nella parte posteriore all'attacco dell'omero e della spalla ed in una serie di ritocchi a stecca visibili nell'avambraccio ed anche nel polpaccio eseguiti dopo aver sottoposto a riscaldamento la parte destra da restaurare.
A seguito di queste osservazioni è possibile restituire l'originario atteggiamento dell'eroe che non scoccava una freccia, come era stato dapprima ipotizzato, ma con la mano destra impugnava la clava, ora perduta, che poggiava a terra.
L'eroe, pertanto, era colto in un atteggiamento di riposo, con lo sguardo perso nel vuoto, con la mano destra si appoggiava alla clava e con la sinistra reggeva, a guisa di semplici attributi, l'arco - del quale resta solo un filamento - e la freccia già inserita fra il dito medio e l'anulare. A tracolla porta la faretra, visibile sotto il braccio sinistro, decorata con un motivo embricato. Sul capo indossa la leontea, le cui zampe anteriori sono annodate sul petto, e che ricade dalle spalle e dal braccio sinistro lungo il fianco corrispondente mostrandosi nella sua eroica nudità.
Dal 29 novembre del 1996 è stata accolta nel Museo Civico di Modica.

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