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Quell'Antonello da Messina a Scicli sorprende ancora

La celebre Annunciazione con la seconda colomba scoperta da un restauro è stata reinterpretata da 35 artisti siciliani, tra cui il Gruppo di Scicli guidato da Piero Guccione

 

Prendi uno dei quadri più belli e ammirati di Antonello da Messina, «L'Annunciazione», sottoponilo a restauro e scopri un particolare, anzi una «correzione», che raddoppia il valore artistico e l'interesse intorno all'opera. Poi affida il tema a 35 artisti siciliani, fra cui gli ormai celebri del Gruppo di Scicli, e organizza una mostra sull'Antonello rivisitato. E' l'intelligente operazione in corso al Caffè letterario Vitaliano Brancati di via Mormino Penna a Scicli, una delle città ragusane più vivaci e stimolanti su questo piano, perché ha avuto la sensibilità e l'intelligenza di comprendere quanto possa rendere, in termini di visibilità e di propaganda, e ovviamente sul piano economico, puntare sull'arte e la cultura. Niente male in tempi cui c'è un ministro che può permettersi di affermare che la cultura non si mangia, in tempi in cui la scure dei tagli da crisi economica si è abbattuta come un maglio anche e soprattutto su questo settore.
L'Annunciazione di Antonello, un'opera conosciutissima e passata ai raggi x dalla critica mondiale che non da ora l'elevò al rango di caposaldo dell'arte universale, fu commissionato dal clero di Palazzolo Acreide nel 1474, nel pieno della maturità artistica del pittore, e qui rimase per secoli resistendo a guerre, terremoti e cataclismi. E' giunto a noi pressoché intatto per uno di quegli inspiegabili miracoli che sono riusciti a salvare tantissimi altri capolavori, ma anche perché a lungo nessuno gli ha attribuito l'odierna importanza.
Oggi l'Annunciazione è custodita nella Galleria di Palazzo Bellomo a Siracusa, e un recente restauro ha permesso di scoprire, sotto una patina di colore, una seconda colomba raffigurante lo Spirito Santo. Per qualche misterioso motivo (non ne era soddisfatto? Gli fu chiesto di cambiar posizione al sacro volatile? Chissà...) Antonello cancellò la prima versione e dipinse un'altra colomba sul lato opposto della tela: grazie al restauro lo Spirito Santo ha concesso il bis, e oggi l'Annunciazione è l'unica opera al mondo di questo livello dove le colombe sono due.
Nella mostra di Scicli ciascun artista ha rivisitato il tema dall'originale (le cui dimensioni sono peraltro significative, 170x170 cm) interpretando Antonello in chiave attuale e secondo la propria sensibilità: i risultati,C a giudizio del pubblico che accorre, sono sorprendenti. C'è un delicatissimo Piero Guccione, morbido e pregno d'intensità, con la Madonna il cui volto è lasciato all'interpretazione di chi si pone dinanzi all'opera. C'è una tecnica mista di Arturo Barbante con le due colombe bianche e quella di Sandro Bracchitta, che interseca la verticalità della colonna, diaframma tra Maria e l'Angelo, con uno stick per l'accertamento di una gravidanza, di quelli che oggi si comprano in farmacia, rendendo umana e quotidiana la venuta di Cristo tra di noi. C'è un Sarnari più che fedele autenticamente devoto ad Antonello, c'è un Sarnari che mette insieme lo spirito del Maestro di un tempo e quello dei maestri contemporanei...
Sono proprio quelli del Gruppo di Scicli, probabilmente, a colpire maggiormente i visitatori; un gruppo di artisti che per traiettorie e motivi diversi si frequentano con assiduità, motivati da comuni interessi per la pittura e la scultura e, nello stesso tempo, disponibili a partecipare ai processi di animazione culturale della città insieme ad alcuni amici che trent'anni fa hanno dato vita al Movimento Culturale Vitaliano Brancati. Sul finire degli anni Settanta il trasferimento a Scicli, da Roma, di Piero Guccione, sciclitano, e di Franco Sarnari, romano, ha determinato un polo di attrazione artistica per altri pittori che attorno a loro hanno dato vita a una sorta di koiné. L'esperimento non è più tale ma una certezza. E si vede.
La mostra di Scicli, inizialmente prevista fino al 18 gennaio, quasi certamente andrà avanti fino a giorno 30 ma è già stata richiesta da Siracusa e Ragusa, e probabilmente diventerà itinerante. Non si mangia, ma se non è nutrimento per l'anima questo...

 

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