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Progetto "Salvailmuseo". Incontro al Palazzo della Cultura promosso da Legambiente

“Il futuro di questa terra sta nel suo passato”. È il messaggio veicolato in “Salvailmuseo” incontro svoltosi al Palazzo della Cultura e rientrante nel progetto “Salvalarte Sicilia” promosso da Legambiente Sicilia, volto ad un’azione continuativa di monitoraggio, promozione, denuncia e valorizzazione del sistema museale isolano e dei Beni culturali. L’“emergenza musei in Sicilia” è tangibile osservando, senza andare lontano, Modica, dove il Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari, dedicato a Serafino Amabile Guastella, chiuso una prima volta tra marzo e giugno 2003 per un intervento conservativo, non è fruibile dal marzo 2005 per un intervento di recupero e consolidamento dell’intera struttura finanziato dalla 433/91. Legambiente Sicilia ha denunciato la cattiva gestione del sistema museale siciliano e il difficile momento dei Beni culturali che vedono destinate sempre meno risorse. “La nostra realtà ha bisogno di essere messa a regime - ha detto il soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Vera Greco -. È una grande macchina da guerra, ma bisogna convincersi di ciò, bisogna prendere cioè coscienza del grande patrimonio a nostra disposizione. Necessita la realizzazione di una rete che metta in comunicazione il territorio, per una visione finale completa dei musei, del loro ruolo e della gestione”. Nodo cruciale, quest’ultimo, ribadito da Gianfranco Zanna, curatore del dossier “Salvailmuseo”, responsabile per i Beni culturali di Legambiente Sicilia, che ha illustrato la “Carta dei diritti dell’utente dei musei” proposta da Legambiente Sicilia, ponendo come prioritario il concetto di qualità della gestione di un museo e la soddisfazione del visitatore, che deve essere indotto a ritenere il museo un bisogno primario della società, “in quanto avente funzione di identificazione territoriale - ha detto Gaetano Pennino, direttore della Casa Museo Antonino Uccello di Palazzo Acreide -”. Angelo Barone, scultore e insegnante all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha “rimproverato” la disunità siciliana, testimoniata da mancati finanziamenti anche privati di musei esistenti, di contro alla continua richiesta di nuovi musei “come quello del cioccolato ad esempio, che servono - ha detto - solo ad autorappresentarsi, col rischio che ingenti finanziamenti vadano perduti una volta realizzata l’opera”. Presente infine il sindaco, Antonello Buscema, ed Ernesto Ruta, della Cooperativa Etnos. (articolo di Valentina Raffa pubblicato su La Sicilia del 6 febbraio 2010)

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