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MUSEI. Dagli Usa alla Sicilia.“Il ritorno delle dee” Dèmetra e Kore

Occhi a mandorla, labbra carnose e sorriso fuori dal tempo. Sono i volti degli acròliti di Dèmetra e Kore, i reperti archeologici del V secolo a.C. che, rientrati in Sicilia dagli Stati Uniti, torneranno ad essere esposti al pubblico dal prossimo 13 dicembre nel Museo Archeologico di Aidone, in provincia di Enna.

L’evento del 13 dicembre si inquadra all’interno di “Morgantina 2009-2011. Il ritorno delle dee”, progetto coordinato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna.su iniziativa dell’Assessorato Regionale per i Beni Culturali e Ambientali.

Da qui al 2011, saranno restituiti al Museo di Aidone una serie di preziosi reperti dell’antichità - fra cui la Venere di Morgantina tutt’oggi esposta al Paul Getty Museum, in California - provenienti da scavi clandestini nell’antica città di Morgantina e finiti attraverso rocambolesche vicende nelle aste internazionali d’antiquariato. L’altissimo valore artistico e formale dei due acroliti è confermato dalla soprintendente di Enna, dott.ssa Beatrice Basile, che spiega come queste due dee, Demetra e Kore “siano gli esemplari più antichi finora conosciuti di statue eseguite nella tecnica acrolitica”; cioè con le estremità (teste, mani e piedi) in marmo, mentre il corpo, in terracotta o legno, era rivestito di abiti in stoffa.

Si chiude così, con un classico lieto fine, una vicenda che, proprio così com’è realmente avvenuta, ha tutti i contorni e gli ingredienti di un’appassionante “archeostory” a sfondo internazionale, da tradurre in un bel film: scavatori di frodo che nella notte, alla luce incerta delle lampade portatili, disseppelliscono grandi volti enigmatici; “esperti” di un piccolissimo paese dell’interno della Sicilia che in un garage intrecciano incredibili contatti con il mondo misterioso dell’esportazione clandestina di opere d’arte; insospettabili prestanome e spregiudicati mediatori svizzeri; giudici coraggiosi e diplomatici di lungo corso; ambigui e potenti mercanti d’arte londinesi, collezionisti di New York dal cuore di ghiaccio e perfino una patetica storia d’amore, in sottofondo, nel finale.

Dopo trent’anni, i grandi volti – che non sono più enigmatici, e hanno un nome, quello delle dee delle messi e del rinnovamento perenne della vita – tornano a casa, nel piccolissimo paese accanto alla grande città greco-sicula di Morgantina. con un allestimento che punta alla creatività e alla contaminazione fra le arti di ieri e di oggi. Le due dee, infatti, che nella mitologia greca sono madre e figlia, saranno ricomposte e soprattutto “vestite” da Marella Ferrera, la stilista siciliana che, dopo aver firmato raffinatissime collezioni di alta moda, ha collaborato anche con teatri lirici e di prosa.

Un allestimento non tradizionale – quello scelto dalla Soprintendenza di Enna - basato sull’immediata percepibilità visiva ed emotiva delle statue e del loro significato come oggetti di culto di grande impatto emotivo, che ha chiesto la collaborazione di un’esperta insolita per gli ambienti accademici:“Volevamo poter restituire, senza descriverlo, un corpo a queste due divinità – spiega la Soprintendente, dott.ssa Basile – e per farlo dovevamo creare una volumetria particolare, insieme reale e fuori del tempo, qualcosa che Marella Ferrera, col suo estro artistico, ha saputo ideare e suggerire utilizzando moderni materiali poveri per una versione attuale della costruzione antica”.

Uno sguardo ai bozzetti preparatori, realizzati dal pittore e disegnatore archeologico Salvo Russo, lascia intravedere due troni e due manichini in ferro battuto su cui saranno innestate le parti in marmo degli acròliti. Solo al termine dell’allestimento, invece, si potrà vedere il drappeggio del peplo, il tradizionale abito greco, modellato dalla Ferrera sui corpi, ormai quasi tangibili, delle due dee. “Vestire queste due donne un po’ speciali – spiega la stilista – è stata un’esperienza unica. Ho scelto un filato naturale, un tulle di lana tessuto in Francia che abbiamo fatto tingere color avorio perché si accostasse meglio alla carnagione di Demetra e Kore”. Una feconda contaminazione, dunque, fra antico e moderno per una migliore comprensione dell’antico.

L’inaugurazione della mostra degli acroliti, su iniziativa dell’Assessorato Regionale per i Beni Culturali e Ambientali, sarà preceduta sabato 12 dicembre da un convegno di studi a carattere internazionale organizzato dalla Soprintendenza di Enna in collaborazione con la Provincia e l’Università Kore di Enna e con i Comuni di Aidone e Piazza Armerina. Interverranno, fra gli altri, gli archeologi Malcom Bell e Carla AntonaccioClemente Marconi, professore della Columbia University, che per primo si è occupato dello studio degli acroliti, e Claudio Parisi Presicce, esperto di cultura greca. che dirigono a Morgantina gli scavi della missione statunitense,

“Nel corso del seminario – aggiunge la Basile - verrà anche ripercorsa la complessa vicenda del recupero delle statue fino alla convenzione fra Ministero, Regione Siciliana e Musei americani che ha recentemente stabilito, una volta per tutte, la restituzione di quanto illecitamente trafugato e soprattutto un principio condiviso di legalità che deve presiedere alla circolazione e allo scambio dei reperti archeologici.”

Articolo tratto dal sito: http://www.beniculturalionline.it/

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