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Reliquia del Capello della Madonna a Chiaramonte Gulfi

La clamorosa scoperta domenica in Chiesa Madre
Ritrovato il documento che attesta l’autenticità
della reliquia del Capello della Madonna
di Cettina Divita
Martedì 20 Aprile 2010 - 18:58
Chiaramonte Gulfi - Sciolto il mistero della reliquia del ‘Santo Capello’ appartenuto alla Madonna, avvolto per tanti anni da un alone quasi leggendario. Il ritrovamento di una importante documentazione attesterebbe in maniera irrefragabile l’autenticità della sacra spoglia, da secoli custodita in un prezioso ostensorio d’argento portato in processione per le vie della città la domenica del novenario della Madonna di Gulfi.

La scoperta dell’intera documentazione è avvenuta sotto gli occhi di tutti domenica sera dopo la solenne cerimonia religiosa che richiama in Chiesa Madre centinaia di fedeli, in occasione di un appuntamento culturale organizzato dall’associazione culturale “La Ginestra”, con la partecipazione dell’Associazione Ragusani nel Mondo, rappresentata dal suo presidente Franco Antoci, e della famiglia Cultrera -Montesano, di antico lignaggio nobiliare, oggi custode dei tesori della Madonna di Gulfi, ovvero di un patrimonio di gioielli e preziosi, frutto di donazioni dei fedeli in oltre tre secoli.

I custodi Paolo Cultrera ed il figlio Giovanni, illustre pianista premiato dall’Associazione Ragusani nel Mondo, hanno fortemente voluto promuovere la conoscenza dell’immenso patrimonio fatto da splendidi gioielli, pietre preziose e oggetti d’oro, unici nel loro genere e di gran pregio, alcuni dei quali adornano la bella statua durante la processione della salita e della discesa al suo santuario posto a tre chilometri dal paese.

Uno scrigno immenso di indiscusso valore, sia per la lavorazione e la bellezza dei preziosi, che per la rappresentazione della devozione e dell’affetto che i chiaramontani riservano alla propria celeste madre. Insieme ai tesori, domenica sera sono state proiettate anche le foto del documento papale. E’, infatti, nell’atto firmato il 2 febbraio 1724 da Francesco Di Nicola, vicario del papa Innocenzo XIII, in cui il Santo Padre certifica l’autenticità della sacra reliquia custodita in una teca d’argento, inviata alla Chiesa Siciliana per la venerazione dei fedeli. Il sigillo papale apposto sul documento e sulla teca sono la prova dell’autenticità della reliquia, confermata poi con un atto del 1952 anche dal cardinale Ettore Baranzini, Arcivescovo della Diocesi di Siracusa.
L’eclatante scoperta autenticità resterà la chicca di un’edizione della festa particolarmente colma di eventi attorno ai quali il devoto popolo chiaramontano si è ritrovato, registrando anche una forte partecipazione dei giovani. “Lo sforzo del Comitato - afferma uno dei suoi più impegnati esponenti Lucio Mole’ - è stato quello di coinvolgere i chiaramontani di ogni ceto ed età, curando una particolare attenzione per i giovani, al fine di rendere quanto piu’ partecipato e collettivo il secolare rito di una festa che deve essere anche occasione per un maggiore riflessione sulla fede vissuta dal popolo chiaramontano e sulla sua devozione verso la Madonna”.

Tags: Chiaramonte | scoperta reliquia

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