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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca


La rivincita della mandorla siciliana è cominciata. E’ stato infatti costituito il Coordinamento Regionale delle aziende siciliane della filiera mandorlicola per iniziativa del Consorzio della Mandorla di Avola e dell’Associazione mandorla di Agrigento, con il patrocinio dell’Assessorato Regionale delle risorse agricole e alimentari, filiera frutta secca. La necessità di fare sistema tra i produttori, le aziende di lavorazione, trasformatori, pasticcerie, industrie dolciarie e di semilavorati, nasce dall’esigenza di tutelare il prodotto e valorizzarlo nei mercati esteri, sempre più aggrediti da varietà di mandorla provenienti da paesi come la Cina, l’India o più spesso la California. Nominato portavoce del coordinamento, il direttore del consorzio della mandorla di Avola, Corrado Bellia, che annuncia l’istituzione di un marchio del “Dolce Tipico Siciliano “ per i prodotti realizzati con materie prime dell’Isola, a partire ovviamente dalla mandorla. “Chiederemo alle Istituzioni regionali - spiega Bellia – di porre fine ad una totale disattenzione pluridecennale verso questo settore agricolo e di sostenerci con interventi mirati alla promozione e alla valorizzazione sui mercati nazionali e internazionali della produzione mandorlicola e dolciaria siciliana”. E’ importante notare che mentre il consumo mondiale della mandorla è in costante crescita in tutto il mondo, le massicce estirpazioni degli ultimi vent’anni in Sicilia, hanno prodotto un calo della coltivazione di mandorle. Oggi, secondo i dati ufficiali, sono circa 48 mila ettari
di territorio coltivati a mandorlo, con una produzione di circa 600.000 quintali e una produzione lorda vendibile di 100 milioni di euro ( dimezzata nell’ultimo biennio a causa del crollo dei prezzi). Ecco perché i membri del Coordinamento affermano che puntare a difendere e a rilanciare la mandorlicoltura siciliana non è una battaglia
romantica, “Ma una scelta fortemente motivata dal punto di vista economico, non solo per il valore della produzione lorda vendibile ma anche per il valore economico della produzione dolciaria siciliana e per il considerevole numero degli addetti coinvolti “.


Articolo di Laura Di Trapani

Fonte: http://www.cronachedigusto.it

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