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Il Duomo di San Giorgio di Modica: i caratteri distintivi della costruzione

La chiesa di San Giorgio, collocata tra la parte bassa e la parte alta di Modica, in posizione scenografica, si configura come l’architettura più imponente della città stagliandosi maestosa con la solenne facciata in calcare rosato.
La posizione nel tessuto urbano, al centro di una città dall’assetto urbanistico caratterizzato da scalinate fitte e tortuose che collegano i dislivelli tra le strade brevi e diseguali, conferisce all’opera una straordinaria bellezza.
La facciata in conci di calcare tenero, la cui altezza non comune è ancor più evidenziata visivamente dal pendio antistante, risulta “convessa nel partito centrale e leggermente concava nei partiti laterali”.
La suddivisione interna in cinque navate è palesemente denunziata esternamente, al primo ordine, dai 5 portali e dalle quattro finestre corrispondenti alle porte laterali.
A dieci colonne libere su alti piedritti è affidato il compito di suddividere il primo ordine in cinque parti. Le suddette colonne, tagliate a metà da un anello e culminanti con un capitello di ordine corinzio con foglie di acanto, volute e palmette “sono poste rispettivamente due gruppi di tre (di cui due accoppiate sulla parete curva e l’altra sulla parete di fondo a lato della porta laterale media) addossate alla parte convessa del corpo centrale ai due lati del portone principale, le altre quattro a delineare i quattro portali laterali” .
Nell’incrocio tra il prospetto e i lati lunghi, sempre al primo ordine, sono collocate quattro semicolonne binate laterali. Negli ordini superiori, le sei colonne del corpo centrale vengono riprese e ripetute mentre quelle delle navate laterali si arrestano al primo ordine e sono delimitate da una balaustra in pietra con colonnine che corre sopra il cornicione.
La torre vera e propria, che corrisponde al corpo centrale, si innalza in corrispondenza del termine del primo ordine. Questo livello coincide con la copertura delle due navate laterali e all’interno della chiesa con il ballatoio della navata centrale. Al secondo ordine si scorge, al di sopra dell’apertura ad arco, una piccola apertura circolare sormontata da un piccolo timpano che corrisponde ad un vano del sottotetto che forse in origine doveva contenere l’orologio.
Il secondo ordine, collegato al primo per mezzo di due volute circolari, coincide all’interno della chiesa con la navata centrale e con la sua copertura. Dietro le volute si colloca il punto di innesto tra la muratura della facciata e quello della chiesa .
Un parapetto in pietra aggettante delimita il secondo ordine e costituisce il camminamento intorno al piano delle campane.
La cella campanaria a tre fornici si situa nel terzo ordine sovrastato da una cuspide, a forma di tronco di piramide, molto ricca di motivi decorativi.
Le cinque navate in cui la chiesa è suddivisa si arrestano prima del transetto e all’incrocio fra questo e l’abside si colloca la cupola.
L’impianto della chiesa è basilicale a cinque navate. La navata maggiore, separata dalle due navate mediane da colonne lisce con capitelli corinzi realizzate con conci di calcare duro di altezza variabile tra i 20 e i 35 centimetri è coperta da una volta a botte con lunette con direttrice longitudinale dal prospetto verso il transetto ed è illuminata da 5 finestroni rettangolari per lato. La copertura di questa navata coincide con la fine del secondo ordine del prospetto principale.
Le navate mediane, divise dalle due laterali da pilastri poligonali, sono coperte con volte a crociera, in pietrame informe e gesso, che costituiscono anche la copertura delle due navate laterali. Le volte nell’intradosso sono tutte intonacate e ricche di stucchi di gesso bianco o dipinto.
Il polo di attrazione visiva della chiesa è costituito dalla navata centrale e dalla zona absidale in cui si collocano le due cappelle, di San Giorgio a destra e del Santissimo a sinistra. La cappella di destra ha una copertura a cupola con lanternino che si innesta su un alto tamburo cilindrico mentre quella di sinistra presenta una cupola che si salda direttamente ai muri perimetrali con finestre ad ogiva aperte direttamente nella calotta.
All’incrocio tra la navata centrale e il transetto si colloca, come detto, la cupola.
La pavimentazione della zona absidale originariamente era in pietra pece. Subito dopo la guerra è stata sostituita con quella attuale in marmo. Lastre di marmo chiaro di Carrara di cm 45 x 45 con riquadrature in marmo scuro sempre di Carrara contraddistinguono il pavimento dell’intera chiesa.
Studi condotti sulla facciata della chiesa hanno rilevato il sistema di collegamenti verticali che consente il passaggio dal piano terra alla sommità della torre dove sono collocate le campane. Esso inizia con una scala a chiocciola a cui si accede da una porta collocata a lato dell’ingresso principale e che è contenuta all’interno di un vano cilindrico sormontato da una cupoletta in pietra. Il percorso prosegue con una breve rampa di scale che conduce ad un pianerottolo da cui si dipartono due rampe di scale che portano ai due terrazzi posti dietro la balaustra che delimita il primo ordine. Due brevi rampe all’aperto portano all’ingresso del sottotetto della navata centrale. Dal sottotetto il percorso interno rientra nella facciata in cui si trova un’altra rampa di scale coperta a botte che consente il raggiungimento del vano di forma trapezoidale dove sono alloggiate le sei campane. Una scaletta in ferro poi, poggiata sul meccanismo dell’orologio consente l’accesso all’ultimo terrazzo della torre dal quale si innalza la guglia finale con la croce.

Autore: Ing. Simona Incatasciato

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