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U Cunsulu, il quartiere storico degli artigiani a Modica

Si chiude con l’appuntamento di venerdì 22 novembre alle ore 18,00, al Circolo di Vittorio di Modica Alta, la rassegna di IngegniCultura “Sulle tracce della Modica Antica, uomini e storie , segni e parole”avviata a maggio e sviluppatasi  nell’arco di sei mesi,con tanti incontri che hanno valorizzato luoghi e persone.

Rinviata  alla primavera del  prossimo anno la tavola rotonda, prevista in programma per il 13 dicembre 2013

Tema dell’incontro “U Cunsulu, il quartiere storico degli artigiani a Modica”.

 Relatore Giancarlo Poidomani, professore associato di Storia contemporanea nel Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli studi di Catania. Coordinerà i lavori Mario Incatasciato, presidente di IngegniCultura collaborato dal socio Peppe Casa che ha curato, tramite un dvd che sarà messo a disposizione dei presenti, il censimento di tutte le attività artigianali presenti nella zona alta di Modica già dal secolo scorso. Allieterà la serata .con musiche a tema, il duo Guido Cicero e Saro Cannizzaro. Non mancheranno come al solito le testimonianze di artigiani storici del quartiere Consolo. Farà gli onori di casa il presidente del Circolo”G. Di Vittorio”, Enzo Roccasalva.

Leitmotiv della rassegna di IngegniCulturaModica edizione 2013, è stato raccontare la storia di un territorio , portando il visitatore là dove quella storia si è materializzata, nei luoghi e nei siti che ne documentano lo svolgimento storico, i valori culturali e gli aspetti artistici ,unificando idealmente eventi e luoghi con l’intento di raccontarli attraverso  testimonianze, materiali e immateriali.

E a questa finalità non può di certo sottrarsi l’appuntamento previsto per il 22 novembre.

Di scena il quartiere “Consolo”, fino al secolo scorso insediamento artigianale e campionario  d’eccellenza dei mestieri praticati e diffusi nell’antica Modica.

Modica e tutto il territorio che costituì la Contea nell’antichità era centro esclusivamente agricolo. Ma non è possibile un’attività agricola senza il supporto di un artigianato che costruisse gli strumenti necessari per essa. Mentre molitura e panificazione potevano essere fatte nella masseria, è difficile pensare che zappe , vanghe, falci, aratri potessero essere prodotte dal contadino. Ma anche  mobili per la casa, abiti, tessuti esigevano un’abilità che non poteva possedere il contadino.  Assieme, quindi, all’attività preminente, l’agricoltura, e cioè la coltivazione dei campi e l’allevamento, è esistita nell’antichità un’ attività artigianale che si è ampliata e sviluppata nel corso dei secoli. Una precisa descrizione delle arti presenti nella contea di Modica si ha nel secolo XVI attraverso un famoso documento “Statuta, capitula, ordinationes et pandecte totius comitatus Mohac”, emanato dal governatore Bernaldo del Nero, in nome del conte Ludovico Enriquez de Caprera, finito di redigere il 6 dicembre 1541 nel castello di Modica.

Le ordinazioni prevedono sei corporazioni: mastri custureri (sarti), muratori, curviseri (calzolai e conciatori di pelli), mastri d’axa seu carpinteri (falegnami e carpentieri), firrari (fabbri), cordari. Le professioni artigianali non erano solo quelle riconosciute come corporazioni, altre arti erano presenti nella città della contea: carradore, panniere e tessitore, ricamatrici, bordonaro, lettighiere, mugnaio, panettiere, macellaio, salumiere, barbiere, maniscalco, carrettieri,vascellari, lavoratori della neve. A questi si aggiungono gli artisti: i pittori, gli scultori di pietra e di legno, orafi e cesellatori. C’era  ancora chi faceva fiaschi, mortai e scodelle di legno; cannate e creta stagnata, candele, pentole e piatti di stagno, quartare di creta, coltelli e forbici, canestri di verga, crivelli per separare il frumento dalle stoppie, mortai di pietra, stadere, pettini per telai,

Non mancavano i sellai, che producevano anche i vari finimenti per le bestie e i maniscalchi.

Molte donne svolgevano mestieri collegati all’arte tessile e manifatturiera. C’erano calzettaie,cardatrici,filandiere,ricamatrici.
Vivace e variegato, ieri e oggi, il mondo dell’artigianato, a testimonianza di una società estremamente attiva e laboriosa.

Individuare i nomi di coloro che erano impegnati in determinati mestieri e professioni significa comprendere in quale misura queste attività oggi siano una sorta di eredità che potrebbe fornire suggestioni interessanti anche per comprendere l’attuale società  iblea.
L’insieme delle peculiarità  sembra essere un patrimonio culturale condiviso e sacralizzato nella memoria collettiva, talché il “nuovo” tragga forza e ragione dal “passato”.
 La tutela e la riqualificazione ambientale, insieme al recupero dei valori perduti, rappresenta oggi, in un momento di grave crisi , un investimento di risorse per produrre nuovi ed originali valori economici

 

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a:

IngegniCultura,gestione beni culturali e organizzazione servizi turistici. Ente gestore Museo della Medicina “Tommaso Campailla” e socio fondatore Consorzio Operatori Turistici di Modica :

cultura@ingegnicultura.it

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