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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca

Ai referenti di questo gruppo, appena costituito, vorrei segnalare alcuni itinerari che potrebbero coinvolgere i nostri associati e che risulterebbero certamente in linea con le finalità dell'associazione.
Non trascurerei fra le proposte un viaggio in Bucovina la regione dei monasteri.
Nel nord-est della Romania al confine con l’Ucraina si estende l’Alta Moldavia chiamata pure Bucovina “paesi dei faggi”, zona delle dolci
colline, coperte di boschi, dalle limpide e fresche acque, dalle
pianure fertili.
In questi territori si rivelò di particolare splendore l’epoca dei
principi Petru I Musat e Stefano il Grande, seguiti dal Casato di
Movilà, ciò tra il 1360 ed il 1600, quando la Bucovina venne arricchita
di chiese e monasteri fortificati che dopo il 1530 ricevettero
un’impressionante copertura di affresco esterno.
Affreschi murali di elevata originalità tematica, purezza del disegno,
precisione dei dettagli, numerosi di influsso locale, delicatezza
cromatica, insieme imagistico di eccezionale valore.
“Al di sopra di tutto quel che in Moldavia si può ammirare-considera il
critico d’arte austriaco Josef Strzyfowski-stanno le chiese che grazie
alla policromia delle facciate offrono un qualcosa che nessun altro
paese al mondo può offrire”.
L’affresco, la più audace e difficile tra le tecniche pittoriche,
riveste le pareti esterne delle chiese, simile ad un libro aperto
avente contenuto biblico che meriterebbe di essere studiato per dei
mesi.
Il”giudizio universale” di Voronet tema frequente sia nell’Oriente,
come nell’Occidente ha tanta ricchezza di scene ed un talmente estroso
e drammatico concatenamento, certamente più ampio di quanto si possa
registrare a Camposanto di Pisa o a Padova laddove Giotto lo dipinse
nella Cappella della famiglia Scrovegni. Gli affreschi esterni delle
chiese con l’ormai celebre “azzurro di Voronet”, al pari del
“verde-rosso di Sucevita”, del “giallo di Moldovita”, del “verde di
Albore”, del “rosso dell’Humor”, oltre a costituire l’atto di bravura
con il quale i maestri popolari ebbero l’audacia di affondare la
natura, mantenendone intatto il paesaggio, rappresentano l’elemento
decisivo per l’inserimento di gran parte del tesoro della Bucovina, nel
catalogo dell’Unesco “Grandi monumenti del mondo”, e per il
riconoscimento nel 1975 del Pomme D’or dei giornalisti e degli
scrittori di turismo (F.I.J.E.T.).

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