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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca

A Modica ben tre i musei allocati in importanti edifici storici.
Il Museo Civico intitolato a Franco Libero Belgiorno, trasferito dal Palazzo dei Mercedari nei locali dell’ex Tribunale in
corso Umberto, racchiude resti paleontologici  ritrovati in diverse
zone del

modicano, in particolare presso la Grotta Lazzaro. I reperti sono organizzati in quattro sezioni: preistorica, greco bizantina,, ellenistico romana e medioevale.. Nella
sezione dedicata alla preistoria si trovano i reperti provenienti dal
villaggio di Baravitalla a Cava d’Ispica e da Cava Lazzaro. 
Interessanti i reperti riferibili alla facies di Stentinello (età
neolitica) e di Castelluccio (età del bronzo).
Il pezzo più importante dell’intera collezione è il bronzo raffigurante l’Ercole di Cafeo. Si tratta di una statuetta in bronzo alta circa 22 cm ritrovata nel
1967 nel corso dei lavori di scavo per il sollevamento dell’acqua della
sorgente di Cafeo,nei pressi del fiume Irminio.L’eroe è rappresentato
nudo, in posizione eretta con la leontea sulla testa e l’arco nella
mano sinistra. La statua restaurata presso l’Istituto Centrale per il
restauro occupa una sala del Museo e costituisce un reperto ellenistico
fra i più preziosi rinvenuti in Sicilia.
Il Museo etnografico “S.A. Guastella” trovasi presso il palazzo dei Mercedari,oggi

non fruibile in quanto oggetto  di ristrutturazione e restauro.  Conserva una vasta ed interessante
raccolta di testimonianze dell’artigianato e della vita contadina
dell’ex Contea di Modica. Al suo interno sono ricostruite 15 botteghe
artigiane, fra cui il dolciere, il sellaio, lo stagnino, il carradore,
lo scalpellino ed una tipica masseria modicana con cortile “bagghiu”,
stalla con mangiatoia, forno e camera da letto “casa ri stari”.
Ogni ambiente è stato ricostruito curando ogni dettaglio al fine di rispecchiare il contesto reale.
Il museo può essere ritenuto uno dei più interessanti dell’intera
Sicilia perché custodisce il meglio delle arti e tradizioni popolari
degli iblei.

Il Museo Campailla è ubicato nell’ex ospedale di S.Maria della Pietà, dopo chiamato
Campailla, e oggi museo di medicina.  Lo compongono solo due stanze
dove vi sono conservate le famose “botti” o stufe mercuriali per la
cura della sifilide. Inventore fu  il medico, filosofo e poeta Tommaso
Campailla. In questo ospedale giungevano malati da ogni parte d’Italia
per curare la sifilide prima dell’avvento della penicillina. Vi si
conservano, oltre le tre stufe mercuriali, botti, un apparecchio per il
pneumotorace del prof. Forlanini per la cura della tubercolosi, volumi
di medicina e foto  che documentano le angoscianti fasi della malattia
venerea.

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