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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca

Negli ultimi anni l'attenzione al cibo di qualità che rispetti l'ambiente è cresciuta e ha trovato diversi spazi di applicazione. Si è assistito all’aumento graduale, sugli
scaffali dei supermercati, dei
prodotti
di agricoltura biologica
, al proliferare dei gruppi di acquisto
solidale
e alla diffusione dei mercatini bio. L'ultima
tendenza in materia è rappresentata dai mercati contadini (Farmers Markets) in
occasione dei quali le aziende agricole aprono le porte ai consumatori
permettendo loro di acquistare i propri prodotti senza dover passare attraverso
intermediari.





Anche a Modica tale fenomeno ha preso piede riscuotendo un buon successo. Al momento sono complessivamente 18 i produttori “autorizzati” ad
esporre e vendere i loro prodotti il sabato mattina, in piazza
Matteotti, ed il
giovedì mattina nella piazzetta del viale Sandro Pertini, di fronte la
chiesa
della Madonna delle Lacrime, nel quartiere Treppiedi.

Ma quali sono le peculiarità di questi mercati? Il farmer's market non si connota come un semplice mercato ma si configura piuttosto come un angolo di campagna nel caos
cittadino in cui, per un momento, si entra in contatto con la natura ed in cui
si recupera altresì il valore dei prodotti della terra che seguono lo scorrere
delle stagioni e l'alternanza climatica. Tra i banchi del mercato, oltre a frutta e verdura
di stagione appena raccolte
, si possono trovare uova e prodotti
caseari di produzione propria, olio, vino, miele e derivati, e tutto quanto
viene prodotto
artigianalmente dai contadini
della zona.





Questa particolarità rappresenta proprio l’aspetto culturale del fenomeno di diffusione di questi mercati. Fare la spesa al farmer's market diventa una gita fuori porta restando in città: ci si immerge in un'atmosfera che unisce la sana e antica tradizione della vita contadina al festoso brusio del mercato con la sua esplosione di odori e
colori. E poi, elemento non trascurabile, si parla. È un momento di incontro
con i contadini e gli agricoltori, sempre aperti e disponibili a spiegare le
tecniche di coltivazione e i cicli vitali dei prodotti, a raccontare aneddoti e
illuminarci sulle sorti della terra. I vantaggi di questa forma
di distribuzione commerciale sono ovvi e molteplici
, primo fra
tutti la maggior qualità dei prodotti che non dovendo esser impacchettati,
etichettati e distribuiti vengono venduti ancora freschissimi con la certezza
che gli stessi provengano da produzioni agricole locali. Ma oltre a questo
aspetto ci sono altri elementi da non trascurare. Si viene ad restaurare il
rapporto diretto tra produttore e consumatore; si creano nuovi canali di
vendita; si ha un minor impatto ambientale grazie alla riduzione dei trasporti
e degli imballaggi; si evidenziano prezzi e strutture della filiera; si possono svolgere degli
incontri divulgativi e di supporto alla promozione; si ha la possibilità di
degustare i prodotti e di conoscere le caratteristiche intrinseche; si ha una
riduzione dei costi di distribuzione con ridotto costo ambientale; si ha
l’ottimizzazione della tracciabilità che è maggiormente possibile proprio con
la filiera corta; si instaurano rapporti di fiducia che consentono,
successivamente, di vendere a domicilio o con commercio elettronico; è
possibile vendere a gruppi di acquisto: cooperative di consumo, associazioni,
Cral, è anche occasione per promuovere modelli di sviluppo sostenibili. Indicare questa iniziativa come la panacea per
risolvere i problemi della commercializzazione dei prodotti agricoli potrebbe
essere esagerato, ma comunque è possibile affermare che può dare un forte
impulso all’agricoltura, purché chiaramente non vengano alterati i prezzi a
dismisura snaturando la filosofia del mercato stesso.



Autore: Simona Incatasciato

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