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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca

Nel tanto parlare di cultura, di creatività e innovazione forse è il caso di mettere a fuoco pochi punti capaci di indirizzare l’azione dei professionisti che si dibattono in un siste-ma culturale in galleggiamento tra la nostalgia di un passato immaginario e la velleità di un futuro virtuoso che trasforma i sassi in monete.
Dopo essere stata speciale e intoccabile per due secoli, la cultura torna normale e specifica; e attira il resto dell’economia per la sua unica capacità di andare a fondo, di rac-contare la nostra complessità, di offrirci una solida radice per andare avanti veloci e curiosi. Potrebbe tracciare la nostra mappa dei prossimi anni.
Come innovare dando la sveglia a un sistema ormai mummificato e spesso nascosto da effetti speciali? Che insegnamenti possiamo trarre dal mondo produttivo (al quale comunque apparteniamo pienamente)? Provando a declinare gli indirizzi suggeriti da Nicola Smith di iMedia Connection ne viene fuori un utile breviario culturale.
Lo scopo del gioco è innervare le azioni culturali con una decisa capacità di guardare avanti, considerando che l’innovazione è il frutto di un processo piuttosto articolato, che si addensa e coagula in certi luoghi e in certi tempi. L’innovazione ha bisogno di combinare la fatica con l’intuizione.

1. Esporsi al pensiero laterale: superare la rassicurante clonazione di prassi consolidate sulla convinzione che i “padri” avessero capito tutto; governare i processi culturali in un contesto eterogeneo e cangiante come la società contemporanea.

2. Elaborare nuovi protocolli per la formazione: simulare il mondo reale attraverso format inediti di scambio tra esperti e giovani professionisti; aprire il sapere e il saper fare a scenari da esplorare senza pregiudizi.

3. Sbagliare per imparare: sperimentare nuove vie e accettare il fallimento di progetti innovativi come parte del gioco; analizzare gli esiti di ogni progetto per sintonizzarne struttura e profili a obiettivi in evoluzione.

4. Essere pronti al corto circuito: fertilizzare le idee creative già esistenti con idee e progetti di altri settori, ridisegnando la struttura della propria azione; smontare e rimontare le componenti di quanto facciamo per renderlo più incisivo.

5. Agire tempestivamente: trasformare le idee in azione prima degli altri, spingendo in avanti il coagulo innovativo che rimane un risultato collettivo e spesso parallelo; anticipare percezioni e aspettative per essere primi anziché perfetti.

Mentre aspettiamo invano che cambi il sistema nel suo complesso conviene essere empiristi e sperimentali; in un sistema rigido come quello culturale in Italia è opportuno e per molti versi facile muoversi lungo le maglie aperte e neglette che possono schiudere orizzonti imprevedibili e intriganti. E’ tempo di crederci.

Michele Trimarchi è Professore di Analisi Economica del Diritto all’Università di Catanzaro

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