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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca

La visita alle rovine di Kamarina e di Kaukana rappresenta una tappa storico- archeologica senza pari. La città stato di Camarina ha suscitato negli anni l'interesse e la curiosità di diversi viaggiatori, soprattutto francesi, impegnati a conoscere quella antica civiltà. A diffondere in tutta Europa il nome di Camarina, oltre agli studi archeologici condotti da archeologi e storici di fama internazionale, hanno concorso le opere di grandi storici e poeti come Pindaro, Tucidide, Polibio, Diodoro, Plinio il Vecchio.

Il mito di Camarina, antica città greca, dalle alterne e tormentate vicende storiche, continua ancora oggi a richiamare autorevoli visitatori e gente comune attratta dagli eventi di quell'antica civiltà.

Camarina, città accattivante, inavvicinabile e impenetrabile fu fondata nel 598 a.c. nell'ambito della politica espansionistica siracusana. Ma già prima della fondazione della città il territorio fu abitato da comunità preistoriche riferibili alla prima età del bronzo, cioè alla cosiddetta "facies castellucciana".

Camarina posta sulla principale via commerciale che univa Siracusa con Gela ed Akragas divenne una città ricca popolosa e indipendente al punto che in breve rivaleggiò con la stessa Siracusa con cui si trovò presto in guerra. E fu in questa occasione che chiese ed ottenne l'aiuto dei siculi del ragusano nei cui confronti a differenza di Siracusa aveva tenuto buoni rapporti.

Fu così che a pochi decenni dalla sua fondazione, verso il 550 a.c. subì ad opera di Siracusa la prima distruzione della sua storia. Fu ricostruita nel 492 da Ippocrate di Gela e nuovamente distrutta da Gerone, tiranno di Siracusa, nel 485.

Ricostruita e ripopolata per la terza volta, sotto la signoria di Gela, con la guerra del Peloponneso i suoi abitanti divennero sudditi dei Cartaginesi e dopo la sconfitta di quest'ultimi si associarono a Siracusa sotto la tirannia di Dionisio. Fu un periodo di decadenza per Camarina che riprese vigore sotto Timeleonte ma fu devastata dai Mamertini. Ricostruita per l'ultima volta durante la prima guerra punica fu presa dai Romani, quindi dai Cartaginesi, e nel 258 a.c. il console Attilio Calatino, dopo un lungo assedio, saccheggiò e rase al suolo definitivamente Camarina che da quel momento non è più risorta.

In questo sito sono da ammirare la "Casa dell'altare" per via di un'ara decorata con fregio dorico e metope e triglifi, la" pianta" il "Tempio di Athena" i resti delle mura di cinta, un gran numero di necropoli sparse lungo la costa.

Pochi anni orsono è stata istituito un "antiquarium" nella zona chiamata Cammarana dove sorgeva il complesso più importante della città. All'interno si può ammirare materiale, specialmente vascolare, rinvenuto sul luogo e nelle necropoli vicine. Accanto all'antiquarium si possono ammirare alcuni sarcofaghi, lastre tombali ed altri reperti che ci danno una pallida idea del tipo di vita che conducevano i kamarinesi.

La città di Kaukana è l'erede costiera di Kamarina dalla quale dista pochi chilometri. Dopo la distruzione di Camarina ebbe un discreto sviluppo e una certa importanza come porto fin quando fu distrutta dai saraceni. L'abitato si presenta di notevole interesse dal punto di vista urbanistico. Una delle scoperte più significative dell'area di Kaukana è una basilica a tre navate, con absidi semicircolari e tombe a fossa ricavate nel pavimento della navata centrale. Tutta l'area degli scavi, in un contesto naturale altamente suggestivo, è stata recentemente costituita nel "Parco Archeologico di Kaukana"

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