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Ragusa -
Il consigliere comunale del PdL del Comune di Ragusa, Franco Celestre, interviene nell’ambito del dibattito tra i favorevoli e i contrari sul Parco degli Iblei per chiarire alcuni aspetti inerenti l’applicazione del PSR Sicilia 2007/2013 e della possibilità delle opere inerenti l’utilizzo delle acque della diga di S. Rosalia.
Il Parco degli Iblei sarà suddiviso in quattro zone, soggette a gradi diversi di tutela:
Zona A    Riserva Integrale    zona su cui insiste il maggior numero di vincoli
Zona B    Riserva Generale Orientata    vincoli simili alla zona A
Zone C e D    Aree di pre-Parco    zone in cui concentrare le infrastrutture turistiche, e dove è minore il numero di vincoli
 
Il PSR Sicilia 2007/2013, strumento della programmazione che regolamenta
la localizzazione degli aiuti finanziari europei rivolti a tutta la regione, ha imposto la territorializzazione della Sicilia, con individuazione di quattro macro-aree:
Territorializzazione PSR    Territori comunali interessati della provincia di Ragusa
A - Aree urbane  Ragusa
B - Aree rurali ad agricoltura intensiva e specializzata    Acate, Comiso, Vittoria
C - Aree rurali intermedie    Modica, Scicli, Ispica, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Monterosso Almo
D - Aree rurali con problemi   complessivi di sviluppo     
 
  N.B.: le lettere che individuano le macro-aree del PSR possono generare
confusione con le lettere che individuano le zone del Parco.

Il PSR Sicilia 2007/2013 è strutturato in assi così suddivisi:
Asse 1: Miglioramento della competitività dei settori agricoli e forestali
Asse 2: Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Asse 3: Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale
Asse 4: Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale
i cui aiuti finanziari non sono applicabili in tutte le aree.
In particolare gli aiuti dell’asse 1 e 2 (miglioramenti fondiari per le aziende agricole, aiuti per le strutture di lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, investimenti per i giovani agricoltori, creazione di infrastrutture connesse allo sviluppo e adeguamento dell’agricoltura, etc) applicabili, secondo il PSR, a tutto il
territorio regionale, in pratica non sarebbero applicabili all’interno del Parco per effetto dei divieti imposti dal regolamento del Parco stesso (inedificabilità assoluta, divieto di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, divieto di apertura di nuove strade, divieto di introduzione di veicoli motorizzati etc.)
Viceversa, le misure dell’ Asse 3 (Agriturismo, Aziende didattiche, misure per la tutela e riqualificazione del patrimonio rurale, misure per la formazione ed informazione, misure per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali ) e 4 (strategie di sviluppo locale legate alla costituzione dei GAL) sono attivabili nelle aree rurali intermedie e nelle aree rurali con problemi complessivi di sviluppo, aree in cui non è compreso il territorio comunale di Ragusa.

L’intero territorio comunale di Ragusa, ricadente secondo il PSR in area
urbana, verrebbe così doppiamente penalizzato, perché gli aiuti dell’Asse 1 non sono applicabili per via dei vincoli, mentre le misure dell’Asse 3 e 4 non sono applicabili a causa della territorializzazione del PSR.
 
  Per quanto riguarda l’utilizzazione delle acque dell’invaso S. Rosalia,il programma dell’Agenzia delle Acque (ex E.S.A.) prevede la realizzazione delle opere di distribuzione (già ultimate) e l'utilizzo a scopo irriguo nei comprensori ricadenti nei territori comunali di Ragusa, Modica e Scicli. L’intervento ha l’obiettivo finale di: favorire l’introduzione di colture foraggere irrigue (erba medica, mais, sorgo, prati-pascoli), nelle zone più basse dell’altopiano, in modo da
aumentare la produttività degli attuali seminativi asciutti e quindi la disponibilità foraggera aziendale;
migliorare la dotazione idrica delle aziende zootecniche dell'altopiano, essendo le stesse spesso costrette ad acquistare l'acqua per gli animali.
L’istituzione del Parco non permetterà di rendere operativa tale opera
perché:
occorre eseguire le opere di canalizzazione i cui lavori sono in contrasto con il regolamento del Parco;
l’introduzione di essenze foraggere irrigue non autoctone è vietata dal regolamento del Parco.
Come si giustificheranno tutti gli investimenti fino ad ora effettuati?
  Alla luce di quanto detto è opportuno, prima di fare il Parco degli Iblei, riflettere ed eliminare o cambiare tutto ciò che potrebbe ostacolare la normale attività delle aziende agricole.
 

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