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Un viaggio nel cuore della meravigliosa Sicilia Barocca

Il consumo di suolo supera il 7%. Il presidente Cogliati Dezza: occorre anzitutto riqualificare il patrimonio esistente .Dossier Legambiente: ogni anno il mattone mangia spazi per 500 kmq    Negli ultimi 15 anni costruiti 4 milioni di case, un milione quelle vuote nelle grandi città. 

 

ROMA - Il cemento assedia il paesaggio italiano. Case su case, inaccessibili per chi ne ha bisogno: sono 4 milioni quelle costruite negli ultimi 15 anni, un milione quelle vuote nelle grandi città mentre cresce il disagio abitativo della popolazione, con oltre 110mila famiglie sfrattate negli ultimi due anni. Il mattone avanza,
l´urbanizzazione corrode il territorio al ritmo di 500 chilometri quadrati in media ogni anno, mangia spazi pari a circa 3 volte la superficie del Comune di Milano.

È il risultato di una speculazione edilizia che non risponde alla domanda di case, che hanno prezzi inaccessibili per giovani, anziani, immigrati.
Occorre cambiare rotta, denuncia Legambiente, che oggi presenta un dossier sul consumo di suolo in Italia, suggerendo proposte per rispondere ai problemi delle città e rilanciare il settore delle costruzioni che ha visto chiudere 15mila imprese edili.

«Le priorità sono l´housing sociale e la riqualificazione del patrimonio esistente», chiarisce il presidente Vittorio Cogliati Dezza. Tanti centri storici sono abbandonati, negli anni dell´urbanizzazione spinta i principali nemici del paesaggio, denuncia il dossier, sono diventati i centri commerciali, «avanguardie mandate
avanti a colonizzare il territorio», chiarisce Cogliati Dezza; la crescita dissennata delle seconde case (il record è di Pragelato,
Torino, dove sono il 92,25% ma anche sulle aree costiere), e politiche territoriali che hanno permesso la nascita di periferie dequalificate.

Usare un approccio nuovo sulle questioni edilizie e abitative, suggerisce Legambiente, e sostituire al modello di sviluppo centrato sul mattone uno attento all´innovazione energetica e tecnologica che punti al recupero del patrimonio edilizio, fermi il consumo di suolo, risponda alla domanda abitativa. «Se i costruttori lo
hanno compreso, le principali resistenze vengono dal decisore politico», dice il presidente. «Dall´inizio dell´anno ci sono stati otto tentativi di far passare un nuovo condono e gli enti locali sono chiusi davanti a
questa prospettiva perché gli oneri di urbanizzazione sono l´unica fonte di finanziamento».

 

Anche se l´Italia è uno dei paesi con i vincoli paesaggistici più diffusi (il 47% del territorio), il consumo di suolo ha superato il 7%: «un dato significativo per l´orografia del paesaggio perché si concentra in poche aree abitabili», precisa Cogliati Dezza. Alcune stravolte dall´urbanizzazione. Come il paradosso Liguria, con oltre il45% di superficie consumata in soli 15 anni.

 

Fonte: PAOLA COPPOLA - la Repubblica

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